Il mercato del vino internazionale sta dando segnali di ripresa. No, sì ma poco, forse domani, insomma, così e così, chissà.
Qualunque siano questi segnali, al momento appaiono piuttosto confusi e contraddittori, almeno quanto i pensieri e i comportamenti di molti imprenditori del settore.
"Azioni commerciali non sostenibili da parte della filiera".
La denuncia è di Andrea Sartori, oggi fresco past president dell'Unione Italiana Vini. Ecco il testo del suo ultimo intervento da presidente al 65° Congresso nazionale di Assoenologi, tenutosi a Merano.
Questa è una storia che si svolge in Valpolicella, e siccome finisce bene sembra una favola, invece è proprio un fatto vero.
C'era una volta un bravo e saggio enologo, di nome Nino, che con il suo lavoro e i suoi consigli aiutò molte aziende, soprattutto della Valpolicella (ma non solo), a diventare quello che sono oggi, cioè ricche e famose (anche se adesso se ne sono dimenticate e fanno finta di aver fatto tutto da sole).
Nei prossimi giorni si prevede un servizio (un po') più rilassato. D'altra parte è estate, godetevi l'aria aperta, invece di restare sempre davanti allo schermo di un computer.
Il mondo del vino si prende una piccola (e parziale) tregua: il presente blog farà altrettanto, pronto a tornare operativo verso metà agosto.
Happy summer to you all!
Wine bloggers, è giunto il momento di professionalizzarsi. Il mondo del vino ci/vi guarda, non è più tempo di pressapochismi, sciatterie linguistiche e approcci dilettanteschi. Anche se siete dei semplici appassionati che scrivono di vino, fatelo con serietà, autorevolezza e cura.
Il vertice dell'Unione Italiana Vini (per i profani: una specie di Confindustria del vino) si rinnova: il consiglio d'amministrazione dell'associazione, riunitosi in questi giorni a Roma per ridefinire gli incarichi istituzionali per il triennio 2010-2012, ha eletto all'unanimità quale nuovo presidente il produttore Lucio Mastroberardino, che sotto la presidenza di Andrea Sartori aveva già ricoperto la carica di vicepresidente.
(...segue...)
Quello del prezzo insomma è un falso problema...
“Oggi il Soave sfuso costa più del Pinot grigio, perchè le cantine sociali hanno gestito la produzione. Sotto una certa soglia di prezzo noi non scendiamo; piuttosto declassiamo il prodotto, altrimenti sarebbe la fine per il territorio. Da dove vengono allora i cedimenti sul prezzo? Dagli imbottigliatori. I quali comprano dai vinificatori privati, non dalle cantine sociali. I vinificatori hanno comprato le uve dai viticoltori non soci delle cantine, pagandole la metà di quello che le cantine sociali riconoscono ai propri soci: in questo modo si riesce ad avere un Soave che costa meno. Il Soave in mano alle cantine sociali - Monteforte, Soave, Colognola ai Colli - ha tenuto.
Nel calcio lo si dice spesso: "Squadra che vince, merito dei giocatori, squadra che perde, colpa dell'allenatore".
Un proverbio che potrebbe essere adottato, in un certo senso, anche dalle denominazioni vinicole. Finché le cose vanno bene per tutti, il merito è, in genere, soprattutto delle aziende private, ma se il mercato entra in affanno e le vendite di vino vanno a picco, la colpa è delle cantine sociali. Ribassano, svendono, strangolano, monopolizzano il mercato... e a fare le spese di tutto questo sono i piccoli-medi produttori. Così dicono (le aziende private, non le cantine sociali). Da Nord a Sud Italia il coro delle lamentazioni si leva unanime: laddove ci sono aziende del vino che soffrono, c’è sempre una cooperativa colpevole di qualcosa.
What do you know about...Amarone della Valpolicella? Well, you can say it's a famous Italian red wine, made with dried grapes (here you can find more information). That it's warm, elegant, concentrated, etc. etc.
What do you know about...Amarone della Valpolicella? Well, you can say it's a famous Italian red wine, made with dried grapes (here you can find more information). That it's warm, elegant, concentrated, etc. etc.
Fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile, oggi invece, complice anche una situazione di mercato non facile per nessuno, qualche granello di buon senso torna ad affacciarsi anche in Valpolicella.
Accade così che il locale Consorzio chieda e ottenga (come riportato sul BUR n.54 della Regione Veneto) la sospensione dell’idoneitaÌ€ alla produzione dei vini Amarone e Recioto della Valpolicella Docg, Valpolicella Superiore Ripasso Doc e Valpolicella Doc per le superfici da piantare con le varietaÌ€ di cui all’articolo 2 dei relativi disciplinari di produzione, a partire dalla campagna 2010/2011 fino a tutta la campagna 2012/2013.
L'argomento è sempre di vibrante attualità. Mentre oltreoceano si gingillano con dotte questioni ontologico-nominaliste, al di qua dell'oceano, più banalmente e brutalmente, si lotta per la sopravvivenza quotidiana. Che si fa ogni giorno più dura. Beppe Giuliano, l'ormai noto direttore di Euposia, è un ottimo giornalista: competente, disincantato, realista, corretto (e non lo dico perchè è mio amico: online sono in molti a pensarla così, e, sono convinta, anche offiline). All'ultimo TerroirVino ha fatto un intervento al vetriolo intitolato "Ritorno al giornalismo, così si salva la stampa di settore". Ha buttato, con la massima freddezza e nonchalance, un paio di granate da far sobbalzare anche un inesperto del settore. A Genova mancò il tempo per il dibattito, perciò ho pensato opportuno riprendere il suo discorso, che riporto con qualche limatura per questioni di spazio. Nota: grassetto e frasi tra parentesi sono mie.

Il colore è quello dei caldi vini del Sud, ma profumi e gusto sono inequivocabilmente del Nord: sanno di mare, vento, pietra, sale. Rocce, resine ed erbe aromatiche dell'orto, le più robuste e sfacciate. Più della malvasia, la vitovska è il vitigno del Carso, inconfondibile figlio di una terra avara e fiera, della sua luce e della sua atmosfera, che il vento costante - a tratti gentile come una brezza, ma più spesso furibondo e spietato come la bora - contribuisce a rendere brillante e lucida come l'acciaio.
Siamo diventati bravi, molto bravi.
Siamo sempre più bravi, a coltivare le vigne e a fare il vino. Siamo così bravi che adesso ci sta assalendo un orrendo sospetto: vuoi vedere che abbiamo toccato un punto di non ritorno?
La location è tra le più affascinanti: il Castello di Duino. Qui venerdì 18 giugno si terrà la quarta edizione di Mare e Vitovska, un evento che mira a dare lustro ad un antico vitigno autoctono del Carso sposandolo alla migliore cucina triestina.
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